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"REMIS" by Bärbel Reinhard and Marco Signorini Opens Thursday, September 12 in the SACI Gallery

Bärbel Reinhard | Marco Signorini
REMIS
SACI Gallery Florence

Bärbel Reinhard

Marco Signorini

Bärbel Reinhard

Marco Signorini

REMIS, an exhibition of photography and multimedia works by Bärbel Reinhard and Marco Signorini, opens September 12 in the SACI Gallery.

SACI Gallery
OPENING RECEPTION: Thursday, September 12, 6pm
ON VIEW: September 12 - October 20, 2019

The two-person exhibition REMIS is a intermingling of photographic and multimedia works by Bärbel Reinhard and Marco Signorini that puzzles our perception. In the SACI Gallery, the artists confront their works together for the first time, revisiting and adapting them to the space and to one another. The two photographers, through collaboration, animate and transform their exhibition into a multi-sensory and multimedia journey in which the two artists' works overlap, merge, and complement each other while still remaining distinguishable. Bärbel Reinhard constructs assemblages and collages using cutout images of body parts and natural elements, often choosing to create still lifes enriched with these body parts – faces, hands, and arms that, with their expressive or gestural language, animate these compositions silently, almost in a surreal manner – that are later photographed by the artist with a digital camera. For the REMIS exhibition, Bärbel also includes cutouts of Signorini's images, enriching her own language and interpreting that of the other artist. This experience allows Bärbel to further develop her research to represent a stream of consciousness, a reflection about the characteristics and limits of photography as a medium tied to space, and the idea of representation and manipulation in the construction of images by blending dimensions and scale in an analogue "cut and place" practice of concrete physicality against the immateriality of digital alteration.

In the same way, Marco Signorini inserts Bärbel’s assembled images into his GIF animations in the Anagram series, thus completing this interweaving of works by inserting another artist’s images in his pieces. Marco has always raised questions about the potential of digital technology and its ability to produce or reproduce images. It is in the Anagram series that he works on the image by rewriting its algorithm, adding words or sentences, (re) producing it with the insertion of these random components. The images are therefore free to alter and modify themselves, producing potentially infinite modalities and forms. This “backstage” process of production, composition, perception, and vision reveals the artist as a writer of new and different random images.

The artists also use various media and formats for the setup itself. The exhibition contains large format posters printed on simple blueback paper, prints framed to appear vintage with textile passe-partouts that create a third dimension, a shrine containing paintings with still life and vanitas motifs. The GIF animations are projected onto the wall, and onto other works or the three-dimensional elements on display, to create an opus unicum, a joint, unique artwork created by combining the poetics of the two artists, that re-shows and re-questions their previous works, creating the REMIS – a return to origin – and resetting the poetics of each artist’s work, born out of collaboration with the other.


(italiano)

Doppia personale, un vero intreccio dei lavori fotografici e multimediali di Bärbel Reinhard e Marco Signorini che confonde la nostra percezione. Alla SACI Gallery per la prima volta i due artisti confrontano i loro lavori, rivisitandoli in modo da adeguarsi allo spazio e l’uno all’altro. I due fotografi qui collaborano per animare e trasformare la loro mostra in un percorso multisensoriale e multimediale. Una mostra a quattro mani, dove i lavori dei due artisti si sovrappongono, confondono e sono complementari, pur rimanendo sempre distinguibili per la gran parte dei visitatori.

Assemblage e collage che Bärbel Reinhard costruisce utilizzando i ritagli dei corpi e degli elementi naturali, scegliendo spesso la forma di nature morte arricchite con le parti corporee, volti, mani e le braccia che con il loro linguaggio espressivo o gestuale animano silenziosamente, quasi in maniera surreale, queste composizioni che l’artista poi fotografa digitalmente. Per la mostra REMIS, Bärbel utilizza anche i ritagli delle immagini di Signorini, arricchendo il proprio linguaggio e interpretando quello dell’altro artista. Così accresce la sua ricerca della rappresentazione di flusso di coscienza, una riflessione sui limiti spaziotemporali del mezzo fotografico, sull'idea di rappresentazione e manipolazione nella costruzione dell'immagine, confondendo dimensioni e scala in un procedimento analogico 'cut and place' di fisicità concreta verso l'immaterialità dell'alterazione digitale.

Nello stesso modo, Marco Signorini nelle sue animazioni gif dalla serie ‘Anagram’ inserisce le immagini assemblate di Bärbel, completando così l’intreccio inserendo un’immagine altrui nel proprio lavoro. Marco si pone da sempre questioni sulle potenzialità della tecnologia digitale e della sua capacità di produrre o ri-produrre le immagini. Proprio nella serie ‘Anagram’ lavora sull’immagine riscrivendo il suo algoritmo, (ri)producendola con l’inserimento di una componente casuale. Le immagini così sono libere di alterarsi e modificarsi producendo potenzialmente le infinite modalità e forme. Questo processo di produzione/composizione, percezione e visione viene qui svelato dall’artista, che si fa vedere come uno scrittore di immagini casuali sempre nuove e sempre diverse.

Anche nei termini dell’allestimento, gli artisti utilizzano supporti e formati vari. Posters di grande formato stampati sul materiale povero come blueback, stampe incorniciate in maniera vintage con i passepartouts di stoffa che creano la terza dimensione, uno scrigno che potrebbe contenere la pittura con i motivi still life e vanitas. Le animazioni gif che vengono proiettate sulla parete, sulle altre opere o elementi tridimensionali in mostra creando un’opus unicum, un rimettere in mostra e in questione, il REMIS - ritorno alle origini - del proprio lavoro nato dalla collaborazione dei due artisti.

text by / testo di: Špela Zidar - SACI Gallery Coordinator 


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