Phyllis Plattner: Legends

From 09-07-2007 To 09-28-2007

Phyllis Plattner Comunicato Stampa

The SACI Gallery is proud to present an exhibition of work by American artist Phyllis Plattner, Legends. Plattner is a representational artist who lives and works in Bethesda, MD, just outside Washington, DC. She teaches painting and drawing at the Maryland Institute College of Art in Baltimore, and exhibits her work extensively both in the US and in Europe. She has lived for long-term periods in the city of San Cristobal in Chiapas, Mexico, and also in the Tuscan countryside between Florence and Siena. Her experiences living abroad have had a profound impact on her art, feeding and shaping its evolution. Her current work combines images of little woolen dolls made in Chiapas, representing the Zapatista guerrillas from the recent indigenous uprising there, with Italian renaissance gold leaf religious painting:

“The series of oil and gold leaf panel paintings called Legends grows out of the profound impact that living for extended periods of time in two foreign cultures has had on my life. The first culture is Chiapas, Mexico, from which I have taken as imagery the small, woollen dolls representing the Zapatista guerrilla warriors that Mayan women have been making since the 1994 indigenous uprising there. These ski-masked, gun-toting dolls depict Subcomandante Marcos, the uprising's leader, who has become a folk hero throughout the country, as well as other Zapatista figures. These crudely made little dolls are both intriguing and disturbing, appealing and threatening, whimsical and grim. In my paintings they serve as complex metaphors which raise many questions: of childhood and innocence, power and war, oppression and rebellion; and of race, class, and ethnicity.

The second culture is Tuscany, Italy, from which I have taken as imagery the traditional iconography of renaissance painting that originated and blossomed there. The "high art" paintings of renaissance art, icons of first world western civilization, often include the same kind of contrasts as do the "low art" Mexican folk dolls. At the same time that they are beautiful and appealing, they often depict imagery of violence, danger and threat. In my painting they raise questions about the role of religion, history, depiction, myth, legend, and symbol in our understanding of our culture.

The disquieting juxtaposition of Guerrilla dolls with Christian imagery speaks to the alliance between war and religion, an association both unholy and unfathomable which has nonetheless been ubiquitous throughout the history of the globe…[and] to the interface between the third world and the first... Finally, historic specifics aside, my paintings, like the elements they derive from, condense into a single image a conflicting range of emotions and ideas, from the innocent and decorative to the violent and threatening.”




La Galleria SACI è lieta di presentare la mostra di Phyllis Plattner, un’artista figurativa americana che vive e lavora a Bethesda, nel Maryland, vicino a Washington D.C. Insegna disegno e pittura al Maryland Institute College of Art a Baltimora ed ha fatto numerose mostre sia negli Stati Uniti che in Europa. Ha vissuto per un lungo periodo a San Cristobal, nel Chiapas, e nella campagna toscana tra Firenze e Siena. Questa esperienza ha avuto un profondo impatto sulla sua arte, alimentando e dando forma alla sua evoluzione. Il suo lavoro presente combina immagini di bamboline di lana fatte in Chiapas, raffiguranti le recenti guerriglie zapatiste degli indigeni, con dipinti religiosi rinascimentali italiani:

“La serie di dipinti ad olio e foglie d’oro intitolati Legends nasce dal profondo impatto che ha avuto sulla mia vita vivere per lungo tempo in 2 diverse culture straniere. La prima è quella del Chiapas, in Messico, da cui ho ripreso le immagini delle piccole bambole di lana rappresentanti i guerriglieri zapatisti che le donne Maya hanno iniziato a creare da quando nel 1994 sono scoppiate le rivolte indigene. Queste bambole raffigurano il sottocomandante Marcos, il capo dei rivoluzionari, diventato un eroe popolare in tutto il paese, ed altre figure zapatiste. Queste bambole realizzate così rozzamente sono intriganti ed inquietanti, attraenti e minacciose, bizzarre e tetre allo stesso tempo. Nei miei dipinti, queste figure rappresentano delle complesse metafore che portano ad interrogarci sulla gioventù e sull’innocenza, sul potere e sulla guerra, sull’oppressione e sulla ribellione; e infine sulla razza, la classe e l’etnia.

La seconda cultura straniera è quella toscana, da cui ho ripreso l’iconografia tradizionale dei dipinti rinascimentali che proprio qui è nata e fiorita. L’ arte alta dei dipinti rinascimentali, icone della civilizzazione del mondo occidentale, spesso include lo stesso genere di contrasti che si ritrovano nell’ arte bassa delle bamboline messicane. Pur essendo delle creazioni belle ed intriganti, esse rappresentano allo stesso tempo scene di violenza, pericolo e minaccia. Nei miei dipinti esse pongono domande sul ruolo della religione, della storia, della rappresentazione, del  mito, della leggenda e del simbolo nella nostra comprensione della nostra cultura.

L’inquietante giustapposizione delle bambole della Guerrilla con immagini della cristianità rimprovera l’alleanza tra guerra e religione, un’associazione sacrilega ed impenetrabile che però si è verificata largamente nella storia del nostro pianeta ...[e] la connessione tra il terzo mondo e il primo ... Infine, specifiche storiche a parte, i miei dipinti, come gli elementi da cui derivano, condensano in una singola immagine una serie contrastante di emozioni e di idee, che vanno dall’innocente e  decorativo al violento e minaccioso”.

 

SACI Gallery
Palazzo dei Cartelloni
Via Sant'Antonino, 11
Firenze, Italy
T 055 289 948


Open Monday - Friday, 9am - 7pm
Saturday & Sunday 1pm-7pm

Admission is free

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