Peter Püntener

From 02-28-2011 To 03-11-2011



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Peter Püntener - Biography
(Swiss, born 1958, lives in Zurich)

The photographs from Totenklage, for which Peter Püntener was nominated for the Swiss Photo Award 2009, will be reproduced in AFTERWARDS, a book by the Musée de l'Elysée, Lausanne that will be published soon by Thames & Hudson, London. After finishing his studies in Economic History at the University of Zurich in the early 1990s, Peter Püntener attended classes at the International Center of Photography in New York City. He then returned to Switzerland, where he began a career as photojournalist. In 1995 his traveling exhibition and book, Ohne Arbeit, photographic portraits of unemployed people in Switzerland, brought him recognition as a leading Swiss photographer. In 2008 he photographed famous Swiss living in the USA. These works are now in the Photograph Collection of the Swiss National Library. For serveral years, he has been working on portraits of two Swiss artists, Bruno Jakob and Hans Witschi, both of whom live in New York City. Other long-term projects include The End of the Road, photographs of abandoned cars amid American landscapes, and Under the Trees of Heaven, photographs of flowers and plants in an isolated Umbrian valley.

ARTIST'S STATEMENT:

The work "Totenklage" was made in fall 2006 at the Krajina Identification Project (KIP) in Sanski Most, Bosnia and Herzegowina.

The KIP is one of the three forensic facilities of the International Commission on Missing Persons (ICMP). The ICMP was established in 1996 to secure the co-operation of governments and other authorities in locating and identifying persons missing as a result of armed conflicts, other hostilities or violations of human rights, and natural disasters. Through its assistance in excavations and examinations ICMP contributes to the detection of sites, the recovery and anthropological examination of mortal remains and the use of antemortem and postmortem records for forensic identification.

The mortuary facility in Sanski Most conducts human remains analysis (pathology and anthropology) and DNA sampling, and coordinates the identification process for cases from the Krajina, located in Northwestern Bosnia and Herzegowina. Postmortem examinations are combined with antemortem data, personal effects and DNA match reports, and results are coordinated with local identification authorities to return identified remains to their families. To facilitate the identification, clothes and accessories belonging to a victim are laid out on a body bag containing the remains. Relatives looking for a missing person walk along the lines of body bags and try to recognize some clothing as a first step of identification.

I worked with a medium-range camera, which was mounted on a tripod in a height of about 4 meters. I used negative films and available light only. During the work, I was supported by the staff of the KIP. They put the body bags under the tripod and occasionally, they re-draped the clothes on the bag.

For the work I needed a permission from the ICMP/KIP as well as from the State of Bosnia and Herzegovina by the prosecutor. On the photographs, no information about the fact findings or the person should be readable as the cases might be used at the international War Crimes Tribunal in Den Haag. Consequently, I blurred any relevant text. The hand-written words you can still find on the white body bags represent a common religious farewell greeting to honor the deceased person.



Peter Püntener
 - Biografia
Svizzero, nato nel 1958, vive a Zurigo

Le fotografie di Totenklage, per le quali Peter Püntener è stato nominato per il Premio Fotografico Svizzero 2009, verranno riprodotte all’interno di AFTERWARDS, un volume a cura del Musée de l'Elysée, Losanna, il quale sarà presto pubblicato da Thames & Hudson, Londra. Dopo aver studiato Storia Economica all’Università di Zurigo nei primi anni 90, Peter Püntener ha poi frequentato il Center of Photography a New York. Successivamente è tornato in Svizzera, dove ha cominciato la sua carriera come fotoreporter. Nel 1995 la sua mopstra itinerante/libro fotografico, Ohne Arbeit, che raccoglieva ritratti di persone disoccupate in Svizzera, lo ha portato all’attenzione del pubblico come uno dei più importanti fotografi svizzeri. Nel 2008 ha cominciato a lavorare su ritratti di famose personalità svizzere trasferitesi negli Stati Uniti. Questi ritratti si trovano oggi nella Collezione Fotografica della Biblioteca Nazionale Svizzera. Per molti anni si è occupato dei ritratti di due artisti svizzeri, Bruno Jakob e Hans Witschi, che vivono entrambi a New York. Ulteriori progetti di lunga durata includono The End of the Road, fotografie di macchine abbandonate in mezzo alla natura americana, e Under the Trees of Heaven, fotografie di fiori e piante in una valle isolata in Umbria.

DICHIARAZIONE DELL’ARTISTA:

L’opera "Totenklage" è stata concepita nell’autunno del 2006 nel Krajina Identification Project (KIP) in Sanski Most, Bosnia e Herzegovina.

Il KIP è una delle tre strutture forensiche della Commissione Internazionale per Persone Scomparse (ICMP). L’ICMP è stata fondata nel 1996 per garantire la collaborazione da parte di governi ed altre autorità nella localizzazione ed identificazione di persone scomparse a seguito di scontri armati, altre violazioni di diritti umani o disastri naturali. Attraverso la sua assistenza durante scavi ed esaminazioni l’ICMP contribuisce all’identificazione di luoghi specifici, al recupero ed all’analisi antropologica di resti mortali e all’uso di archivi antemortem e postmortem per l’identificazione forsensica.

La struttura mortuaria in Sanski Most conduce analisi di resti umani (a livello patologico ed antropologico) e di DNA sampling, e coordina il processo di identificazione per i casi legati alla Krajina, che si trova nell’area Nord-ovest della Bosnia e Herzegowina. Gli esami postmortem vengono combinati con i dati antemortem, con gli oggetti personali e con ricerche di corrispondenza del DNA, ed i risultati vengono comunicati alle autorità locali per l’identificazione, in modo che i resti identificati possano essere restituiti alle famiglie d’appartenenza. Per facilitare l’identificazione, i vestiti e gli accessori appartenenti alle vittime vengono disposti sul sacco mortuario contenente i resti della persona. I parenti in cerca di una persona scomparsa camminano tra le fila di sacchi mortuari cercando di riconoscere parti di vestiario come primo passo verso un’identificazione.

Ho lavorato con una macchina fotografica a medio raggio, montata su un cavalletto di circa 4 metri d’altezza. Ho usato soltanto pellicole al negativo e la luce naturale a mia disposizione. Durante il lavoro, sono stato molto aiutato dallo staff del KIP. In alcune occasioni hanno posto i sacchi mortuari sotto il cavalletto, e ri-disposto i vestiti sopra i sacchi.

Per realizzare questo progetto ho avuto bisogno del permesso dell’ICMP/KIP, oltre a quello dello Stato della Bosnia e Herzegovina. Nelle fotografie, nessuna informazione riguardo ai fatti o alla persona in questione dovrebbe essere leggibile, poichè i casi potrebbero essere usati nel Tribunale per i Crimini di Guerra dell’Aia. Di conseguenza, ho reso sbiadito ogni testo rilevante. Le scritte a mano che potrete osservare sui sacchi mortuari bianchi rappresentano una forma di saluto popolare per onorare la persona deceduta.
SACI Gallery
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